Risposta a Cispel: Noi trasparenti. Partiti con meno mezzi e conducenti

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FIRENZE, 26 ottobre 2022 - Nella sua risposta, Nicola Perini trascura la frase del comunicato di Autolinee Toscane in cui si parlava di comportamento “legittimo” da parte loro: non capiamo sinceramente la “diffida”. Dopo sette anni di contenzioso e guerra legale, vinta dalla nostra società, non è e non sarà nostra intenzione aprire nuovi fronti ma saremo pronti a rispondere, come già avvenuto.

Autolinee Toscane, in trasparenza, da quando ha preso la gestione del servizio di trasporto pubblico toscano, cerca di spiegare il motivo dei disservizi che non ha mai negato. Anzi, ne ha parlato subito: il primo comunicato in cui lanciavamo un “SOS autisti” è del 2 dicembre 2021, un mese dopo il subentro. E già ad ottobre avevamo annunciato l’accelerazione degli investimenti sui bus, 200 il primo anno invece che i 100 previsti dalla gara. Gara che prevedeva 2.800 bus e oltre 4.200 autisti per garantire il servizio. I bus erano 200 in meno (a novembre 2021 ne abbiamo affittati 67 proprio dalle aziende dei precedenti gestori legati a Cispel), abbiamo confermato circa 50 lavoratori interinali delle precedenti aziende (che abbiamo via via stabilizzato) e lanciato la più grande campagna di assunzioni mai fatta in Toscana di autisti. Gli autisti passati in Autolinee Toscane erano circa 300 in meno di quanto necessario, di cui 100 in meno a Firenze.

Anav, la nostra associazione di categoria, dialoga già con le altre associazioni del settore, tutte, in Toscana. Non ci risulta nessuna recente (almeno nel 2022) missiva di Cispel ad Autolinee Toscane. Ricordiamo che “collaborare” etimologicamente significa “lavorare insieme”. Al convegno in cui le aziende legate a Cispel hanno confermato di aver mantenuto “autobus e asset”, Autolinee Toscane non era invitata ma abbiamo partecipato come uditori proprio per attenzione nei confronti del comparto.

E nella stessa occasione abbiamo ricevuto tante disponibilità dalle aziende presenti a iniziare o proseguire una collaborazione con noi. Nel nostro commento al convegno, abbiamo chiesto se i Comuni soci di quelle aziende erano stati informati dalle loro società partecipate, prima della scelta, di mantenere “autobus e asset”, la cui assenza al momento del passaggio è causa dei disservizi.