Il podcast at fa tappa in provincia di Lucca 

Ospite Filippo Osimanti, innamorato della montagna 

ed esperto di trekking sulle Alpi Apuane

 

FIRENZE, 11 MARZO 2026 – Panini, acqua, maglietta di ricambio, torcia (controllare che sia carica) cappellino, occhiali da sole e crema protettiva, è il minimo indispensabile da mettere nello zaino per chi, a metà giugno, abbia in mente di andare a fare merenda sulle Alpi Apuane. Questo e altri “segreti” delle e sulle più grandi montagne della Toscana, si trovano nella puntata di Torpedone, il podcast di at-autolinee toscane, dedicata alla provincia di Lucca in compagnia di Filippo Osimanti, lucchese, futuro ingegnere gestionale e arrampicatore seriale delle vette che separano la provincia di Lucca dalla provincia di Massa-Carrara. Creatore della pagina Instagram The.WalkingBear (quasi 20mila follower) dove si possono scoprire decine e decine di percorsi sui sentieri montani delle Apuane (https://www.instagram.com/the.walkingbear?igsh=ZGI1cjgyOHJiMDJ2) comprese anche le tracce GPS. Tanto che in futuro anche at, come già sta facendo per i trekking all’Elba, potrebbe costruire percorsi tracciabili col GPS bus-piedi per le Alpi Apuane. Un percorso da iniziare con l’autobus da Carrara al Vergheto arrivare fino ai piedi del Monte Sagro e da lì passare al Pisanino, Cavallo, Tambura, Sumbra, Corchia, Pania e Monte Forato e poi scendere verso il mare.

 

Insomma, un viaggio d’amore per le montagne che Osimanti ha cominciato da bambino, con i nonni, che hanno realizzato una fattoria sull’Appennino Tosco-Emiliano, a Cerasa (il paese più vicino, circa 10 km, è Sillico che conta ben 80 abitanti) per salvare una speciale razza di pecora “la garfagnina bianca” che si era praticamente estinta, ma che il nonno su mandato delle Università di Pisa e Firenze ha reintrodotto in Garfagnana.

 

Guidato da Tommaso Rosa (Direttore Marketing & Comunicazione at) e Arzachena Leporatti (Responsabile Area Brand & Community at) il Torpedone, dietro le indicazioni di Osimanti, arriva fino alle cime più alte delle Alpi Apuane facendo scoprire alcune delle visioni più suggestive della Toscana: come vedere l’alba dal monte Pania della Croce, con tutto il resto del mondo, coperto da un mare di nuvole che sembra ovatta da cui spuntano solo le vette delle montagne vicine. E il consiglio di Osimanti è salire sulla Pania dal versante della Garfagnana, che forse è il meno facile, perché promette “che ne vale davvero la pena, anche se non dico il motivo perché rovinerei la sorpresa”.

 

Grazie a Osimanti si può anche conoscere la storia degli “uomini della neve” che salivano lungo il Vallone dell’Inferno per coltivare il ghiaccio (quando i frigoriferi ancora non esistevano) per portarlo verso la costa nella stagione estiva e venderlo. Oppure quella del Tritone delle Apuane, una salamandra che vive solo dove l’acqua è più pura.

 

Le Alpi Apuane, del resto, sono Geoparco Unesco (https://www.patrimoniounesco.it/directory-tangibili/listing/geoparco-alpi-apuane/)  e Parco Regionale (https://www.parcapuane.toscana.it/) , anche se forse, sono parco ancora troppo sulla carta e meno nella realtà, annota Osimanti. Perché durante il viaggio si scopre anche come e quanto questi panorami siano a rischio a causa dell’industria estrattiva del marmo. “C’è una vetta – spiega ad esempio Rosa – che pare essere stata mangiata da un gigante”. E in effetti, Osimanti ricorda, che “negli ultimi 40 è stato estratto più marmo che nei precedenti Duemila anni. Il territorio è cambiato in modo irreversibile. Si sente parlare di “coltivazione” del marmo. Ma il marmo non ricresce e quindi non so cosa si stia coltivando. Il territorio potrebbe di vivere di altro come il turismo, anche perché oggi, che tutto ruota attorno all’escavazione del marmo, tutti i Paesi a Monte si stanno spopolando sempre più”. 

 

L’episodio di Torpedone sulle Alpi Apuane è online su YouTube (qui il link      https://youtu.be/8MS-fE-cZq8  ) e Spotify nei canali ufficiali di Autolinee Toscane. 

Prodotto da Autolinee Toscane, Torpedone è il primo podcast in Italia realizzato da un’azienda di trasporto pubblico: 10 puntate, una per ogni provincia, con 10 protagonisti che raccontano il territorio attraverso il viaggio e le relazioni che nascono lungo le linee dei bus.